Le bandiere arancioni di Romagna: la provincia di Forlì-Cesena | Consorzio Vini di Romagna
luglio 2022 | Territorio

Le bandiere arancioni di Romagna: la provincia di Forlì-Cesena

In Emilia-Romagna le bandiere arancioni sono 21, di cui 11 nelle tre provincie romagnole della Regione: Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. In questo post scopriamo quali sono i borghi bandiera arancione della provincia di Forlì-Cesena, la loro storia e i principali punti di interesse.

Bagno di Romagna

Piccolo borgo sull'Appennino nel cuore della Romagna-Toscana, è posto lungo la strada che collega Roma a Ravenna. Dista poche decine di chilometri dalla riviera romagnola e dalle città d'arte toscane - Arezzo e Firenze. Bagno di Romagna è il tempio del vivere lento. La purezza degli elementi, il calore naturale delle acque, l'intensità dei sapori, la cordialità di una piccola comunità di montagna e la qualità dei servizi, frutto di una lunga esperienza, sono le anime di una terra di incontri: con la storia del lungo legame con Firenze; con il piacere del corpo, coccolato, massaggiato, cullato dalle acque termali; con la natura del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e la sua rete di borghi e sentieri; con la gastronomia, quella raffinata dei grandi chef e quella conviviale delle piccole locande; con la spiritualità dei luoghi sacri che punteggiano i suoi dintorni.


Longiano

La città di Longiano si trova sui primi colli fra Cesena e Rimini. Bandiera Arancione del Touring Club dal 2005, Longiano, borgo di origini medioevali ottimamente conservato, offre numerose testimonianze storiche e artistiche, tutte da scoprire e da riscoprire. Il centro storico conserva ancora bene visibile la caratteristica doppia cinta muraria, un Castello di origini medioevali, già residenza dei Malatesta, un’imponente Torre Civica, ben cinque musei, un rifugio bellico, due importanti chiese storiche, un teatro ottocentesco. Dal Castello Malatestiano la vista è sempre mozzafiato: si dominano le colline circostanti e la pianura, e lo sguardo arriva fino al mare Adriatico e alla Riviera romagnola. Da non perdere, una visita ai tesori della Fondazione Tito Balestra, un’originalissima collezione di opere dei massimi artisti del Novecento italiano, come Guttuso, Maccari, Mafai, Morandi, Sironi, De Pisis, Vespignani, Zancanaro e numerosi altri, più una piccola ma significativa selezione di artisti stranieri: Goya, Chagall, Matisse, Kokoschka.


Monteleone

Piccola frazione del comune di Roncofreddo, in quel di Forlì-Cesena, il piccolo borgo di Monteleone vanta origini molto antiche: le prime notizie risalgono al 1233, quando Monleonis vantava una posizione privilegiata sul territorio, svettando con il suo castello sulle terre dell’entroterra cesenate. Ancora oggi è possibile ammirarlo, viste le ottime condizioni, tali da avergli conferito il riconoscimento di Borgo Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, in quanto “piccolo borgo abitato, ben conservato e caratterizzato da un arredo urbano e spazi verdi curati”. Da non perdere le delizie del luogo. Le castagne, i formaggi come lo squisito raviggiolo, i primi di pasta fresca, tra cui la poco conosciuto spoja lorda, i salumi di Mora Romagnola accompagnati dall’immancabile piadina e un bicchiere di Sangiovese.


Premilcuore

Premilcuore è un immerso nel cuore della Romagna, la porta per accedere al Parco delle Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna dal lato della valle del fiume Rabbi. Le origini di Premilcuore sono misteriose, anche se esistono diverse versioni e leggende a proposito della sua fondazione. Nell’alto medioevo la zona era sotto il controllo della Chiesa ravennate mentre a fine ‘400 dominio degli Sforza. Ad oggi il borgo murato, al quale si accedeva solo dalle due porte (Porta di Sotto a Nord, demolita in passato, e Porta Fiorentina a Sud, tuttora esistente ma ritoccata), conserva quasi intatto il nucleo medievale, dominato dai resti dell'antica Rocca. Oltre al castello, pregevole è il Palazzo Briccolani, l’Oratorio di San Lorenzo, l’Oratorio del Mogio, la Pieve di San Martino. Premilcuore offre anche il Museo della Fauna del Crinale Romagnolo ed è meta di turisti che amano la natura e la quiete degli antichi boschi.


Portico

Portico sorse in tempi antichi lungo la strada che porta a Firenze; già famoso all'epoca dei Romani come luogo di mercati, assunse poi rilievo come castello appartenuto ai Conti Guidi di Dovadola; dal 1386 la Repubblica Fiorentina lo scelse come capoluogo dei suoi territori romagnoli. Il paese conserva quasi appieno l’aspetto medievale, suddiviso in tre piani: la parte alta con il castello e la pieve; quella intermedia con i palazzi padronali dei secoli XIII e XIV in cui venivano ospitati nobili romagnoli e toscani, che qui riparavano a causa delle lotte politiche, e infine la parte bassa con le case degli artigiani e della plebe. Portico è il "Paese dei Presepi" nel periodo natalizio, l'antico paese medievale mantiene viva un’antica tradizione, quella di allestire i presepi lungo le vie del paese.


Castrocaro Terme

Rinomata località di villeggiatura, Castrocaro Terme ha ottenuto la Bandiera Arancione, marchio di qualità turistico ambientale per l’entroterra assegnato nel 2005 dal Touring Club Italiano. Il suo centro termale di origini etrusche era già famoso al tempo dei Romani. Le sue preziose acque salsobromo-jodolitiose e sulfuree, i fanghi naturali salsobromojodici, il centro di medicina estetica e il centro benessere fanno di Castrocaro una rinomata e moderna stazione termale attiva tutto l'anno. La località conobbe il suo maggior sviluppo in epoca medievale proprio grazie alle terme. Il borgo presenta ancor oggi un impianto urbanistico medievale pressoché intatto e del suo passato storico conserva significativi ricordi. Da circa un millennio vigila sul paese sottostante l''imponente Fortezza, composta da tre distinte opere architettoniche e difensive: il Girone, la Rocca e le Cannoniere (Arsenali Medicei). Oltre alla celebre Fortezza, sono mirabili il romanico Battistero di San Giovanni, la Torre Campanaria, il settecentesco Palazzo Piancastelli, la Chiesa dei Santi Nicolò e Francesco, che custodisce una preziosa opera del Palmezzano. All’interno dell’incantevole Parco delle Terme è possibile ammirare il Padiglione delle Feste vero gioiello di Art Decò, progettato da Diego Corsani con la consulenza artistica di Tito Chini, frutto del periodo razionalista che a Castrocaro e nel territorio forlivese lasciò numerose testimonianze.